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DOLOMITI : “BINOMIO TRA NATURA E CULTURA”
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Il riconoscimento dell’UNESCO a Patrimonio Mondiale parte da molto lontano. E un premio all’integrazione tra territorio e uomo che nei secoli ha saputo fondersi dando vita ad un binomio unico.
Osservandole attentamente, possiamo paragonare un’abitazione, un prato un coltivo a delle note musicali che non stonano nel pentagramma ambientale che le circondano. Pareti verticali, pendii boscosi, morbidi prati e ruscelli spumeggianti rappresentano una straordinaria varietà paesaggistica.
Le tre cime di Lavaredo
DOLOMITI : “BINOMIO TRA NATURA E CULTURA”
Venerdì 27 gennaio 2012
ore 21.00
sede CAI Cervignano

Il trio Margherita, Roberto e Sandro del Cai Cividale ci porteranno con le immagini attraverso le Dolomiti Friulane, quelle Ampezzane e di Sesto, la val Badia e di Fassa ed infine le Dolomiti del Brenta con Cevedale e Gra Zebrù.
“Conosceremo” quel mondo molto vicino a noi attraverso il loro occhio.
Vi aspettiamo
In collaborazione con:
Amici della Montagna Basso Friuli
Scritto da Cristian Boemo   
25/01/2012 - 14:39
Ultimo aggiornamento ( 25/01/2012 - 14:57 )
 
12 febbario 2012 - Forcella Scodovacca (o Giaf 2043 m)
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Da Forni di Sopra (parcheggio 1000 m)
Da Forni di Sopra seguiamo la strada statale in direzione del Passo della Mauria fino al bivio in località Chiandarens. Si prosegue a sinistra brevemente per la rotabile asfaltata quindi si parcheggia al termine della strada (1000 m circa). Ci si incammina per la stradina, quindi in base alle condizioni nevose si segue il sentiero CAI 346 oppure si prosegue per la strada forestale. In ogni caso ci si ritrova al rifugio Giaf. Nel caso del sentiero occorre seguirne con attenzione l’andamento per attraversare il rio presso un ponticello. Salito un costone con alcuni tornantini in breve si arriva nei pressi del rifugio.
Se le condizioni nivologiche lo permettono si prosegue salendo a destra del rifugio, attraversando un tratto in costa, quindi ci si immette in un valloncello che va risalito interamente fino alla forcella (2043 m).
La meta è una classica fra gli scialpinisti. Il ritorno avverrà per il medesimo itinerario.
Dislivello: 1050 m
Difficoltà: F-E AI
Salita: 3/3,30 ore
Discesa: 2,30/3 ore
Coordinatori: Luca Baldas e Alfio Liva
Scritto da Luca Martino Duri   
15/01/2012 - 20:44
Ultimo aggiornamento ( 15/01/2012 - 21:26 )
 
29 gennaio 2012 - Lago Nero Krnsko Jezero (1385 m)
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lago_nero.jpgOltrepassata la bella località di Bovec, si svolta a sinistra ed entriamo nella Val Trenta. Dopo circa 5 km, imbocchiamo sulla sinistra una strada che ci introduce nella stretta Val Lepena. Percorsa interamente la strada, lasciamo le auto nel parcheggio di fronte al Rif. Klementa Juga (chiuso nel periodo invernale, 680 m). Si sale lungo la comoda mulattiera che, anche se ricoperta dalla coltre bianca, rimane sempre ben evidente e segnalata. Solitamente in questo primo tratto non c’è la necessità di usare ancora le ciaspe. A tracciare lo stesso percorso c’è un sentiero più ripido, anch’esso indicato con i segni convenzionali (rosso cerchiato di bianco) che è consigliato per la discesa. A 1380 m si giunge alla stazione d’arrivo della teleferica di servizio al rifugio Dom pri Krnskih Jezerih, poco distante. A pochi minuti c’è la piccola sella (1420 m) dov’è posto un singolare «nivometro» atto appunto a misurare l’altezza della neve, in questi luoghi particolarmente abbondante fino a primavera inoltrata. La rilevazione viene fatta e marcata sulla staffa nel mese di Aprile, e vi sorprenderete di vedere segni posti ben oltre i 3 metri! Si prosegue, per agevole traccia tra gli abeti che ormai hanno preso il posto dei faggi, fino a raggiungere il grande rifugio che dispone anche di bivacco invernale capiente (la zona è molto frequentata anche da sci-alpinisti). Da qui il bosco si dirada in fretta e iniziamo a percorrere l’altipiano tra scarse segnalazioni ma tracce evidenti verso sud fino a raggiungere in circa 30 minuti il lago Nero, splendido nella sua veste invernale, al cospetto di alte vette innevate. A Sud si staglia la cima più elevata, quella del monte Nero (2244 m). Da qui ritorneremo alle auto per lo stesso percorso dell’andata.
Dislivello: 800 m
Difficoltà: F-EAI
Tempo totale: 6 ore
Lunghezza: 12 km
Altit.: (-) 680 m (+) 1420 m
Coordinatori: Luca Durì e Daniela Vergolini
Scritto da Luca Martino Duri   
15/01/2012 - 00:00
Ultimo aggiornamento ( 15/01/2012 - 21:25 )
 
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